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5 ERRORI DA EVITARE NELLA POST PRODUZIONE

“Nessuno nasce imparato” diceva il grande Totò, e mai frase fu più adatta quando parliamo dell'apprendimento delle tecniche di fotoritocco.

Che si tratti di una passione personale o una professione da perseguire, tutti coloro che si sono avvicinati al mondo della postproduzione, si sono scontrati con una miriade di azioni, tecniche e passaggi che, sicuramente non senza qualche difficoltà, sono divenuti, con il passare del tempo, processi quasi “automatici”, permettendo un miglioramento progressivo delle proprie capacità e ottimizzando il proprio flusso di lavoro.

In questo ampio mare di informazioni a complicare non poco il tutto, c'è il fatto che non esiste un'unica tecnica o un unico modo per ottenere un determinato risultato. Chi si è cimentato con le mille funzioni di Photoshop, Camera Raw, Lightroom o Capture One, sa benissimo che non esiste una linea retta per andare da A a B, ma esistono una moltitudine di strade più o meno tortuose che ognuno sceglie di seguire in base alla propria formazione, preferenza o necessità.

Per quanto sia possibile, quindi, personalizzare il proprio workflow, intraprendendo una via piuttosto che un'altra, bisogna fare attenzione a non “inciampare” inavvertitamente in alcuni trabocchetti lungo il percorso rischiando così di vedere vanificati i propri sforzi durante il lavoro di fotoritocco.

Ecco quindi una piccola lista di errori da evitare che, speriamo, possano aiutarvi ad identificare delle falle nel vostro processo di elaborazione delle immagini, migliorando tempistiche e modalità di lavoro.

1 - SOVRAPPRENDIMENTO

Sembra quasi una contraddizione in termini, visto che una delle parole chiave della nostra “politica” è che lo studio delle tecniche fa la differenza tra colui che si avvicina al mondo della postproduzione a livello amatoriale e un vero professionista. La nostra considerazione parte dal fatto che la maggior parte del lavoro di qualità sulle immagini, può essere realizzato con gli strumenti base di Photoshop (timbo clone, pennello correttivo, strumenti di selezione, livelli di regolazione, modalità di fusione e dodge & burn). Quello che succede è che spesso, chi vuole migliorare le proprie capacità, comincia incessantemente a cercare tecniche alternative, a leggere una miriade di articoli e guardare tutorial su internet (a volte quasi a cercare una formula magica che con pochi click trasformi la propria foto in un capolavoro), inseguendo a volte sedicenti professionisti che promettono miracoli con i propri consigli. Il risultato, spesso è non solo quello di perdere tantissimo tempo, ma di ritrovarsi con ancora più confusione di prima. Quindi, fermatevi! Affidatevi a professionisti attendibili, approfondite le tecniche man mano che le fate vostre e sperimentate, sperimentate e ancora sperimentate. Non vogliamo dire che imparare cose nuove sia sbagliato... anzi! Il segreto di questo mestiere è non sentirsi mai “arrivati”, ma va anche detto che a volte inseguire incessantemente la tecnica perfetta, vi allontana dalla pratica e vi allontana da ciò che rende migliore le vostre capacità.

 

2 - NON OTTIMIZZARE IL FILE RAW

Per alcuni può sembrare una banalità, ma è sempre bene sottolineare l'importanza di scattare in formato raw. Soprattutto per chi sta implementando le proprie capacità di fotografo e ritoccatore, è fondamentale capire che la quantità di informazioni, sia sulla luce che sul colore, presenti in tali file è tale, da permettere di intervenire su moltissimi parametri anche dove, in fase di scatto, ci siano delle problematiche dovute, ad esempio, ad un non corretto utilizzo della luce. Anche dal punto di vista cromatico, la quantità di interventi che possono essere fatti, in tale fase di lavorazione, è molto ampia e sicuramente meno invasiva rispetto a tutta una serie di manipolazioni effettuate una volta che il file viene aperto in Photoshop.

3 - NON USARE CORRETTAMENTE LO ZOOM

Con le nuove tecnologie, si è portati ad avere file sempre più grandi e con un numero sempre crescente di informazioni e dettagli. Diventa facile capire che con file di tali dimensioni, siamo portati a lavorare ingrandendo sempre più le singole parti della nostra foto, lavorando, in maniera quasi maniacale su particolari che nella maggior parte dei casi (sia che l'immagine sia prodotta per web che per la carta stampata) non saranno percepibili (a meno di non stampare gigantografie o proiettare l'immagine su superfici enormi).  Tale “esercizio di stile” rischia di far perdere moltissimo tempo a fronte di un risultato non sempre apprezzabile.

Ricordatevi quindi di ridurre l'ingrandimento della vostra foto più spesso durante la lavorazione, in modo che l'intera immagine riempia lo schermo.

4 - LA PERFEZIONE RENDE LE IMMAGINI INNATURALI

La perfezione non fa parte del nostro mondo, di conseguenza le immagini che riproduciamo di esso, dovrebbero rispecchiarne le sue imperfezioni anche se gli strumenti a disposizione ci porterebbero verso una modifica ideale, che però non trova riscontro nella realtà.

Abbiamo già toccato il difficile tema sull'etica del fotoritocco e sul concetto del bello nell'era digitale, ma non ci stanchiamo di sottolineare l'importanza di una modifica coerente delle immagini.

Tutti apprezziamo la bellezza di una pelle compatta e priva di imperfezioni, ma questo non significa attribuire all'incarnato un effetto di plastica compatta assolutamente innaturale e lontano anche dal viso più ineccepibile.

Ritornando al punto sopra menzionato (ingrandimento e riduzione dell'immagine a schermo) ci si renderà conto che l'eccessiva alterazione delle superfici (tendiamo sempre a prendere come esempio l'incarnato in quanto sui volti è molto più evidente l'eccesso di fotoritocco) deriva spesso dal maniacale intervento su zone molto ingrandite. Lavorando su dimensioni più “naturali” sarà evidente come anche le azioni di ritocco saranno meno invasive. Inoltre è fondamentale osservare più immagini di qualità possibili, studiando grandi fotografi o analizzando costantemente le immagini pubblicitarie di brand importanti, in modo da capire anche il modo in cui cambia il gusto e l'evoluzione delle immagini in funzione delle richieste del mercato.

Una piccola parentesi andrebbe aperta poi verso le modifiche eccessive effettuate tramite il filtro Fluidifica, spesso utilizzato da chi non conosce l'anatomia umana, con la conseguente creazione di proporzioni assolutamente innaturali. Conoscere meglio la struttura ossea e muscolare di un volto umano può essere d'aiuto nell'effettuare sottili rimodellamenti senza scadere nella manipolazione grottesca.

 

5 - ECCESSI

Si è portati spesso ad eccedere. Eccedere nel dodge & burn, eccedere nell'illuminazione e contrasto, eccedere nella schiaritura di occhi e denti, eccedere nella maschera di contrasto. Tutti questi errori provengono dalla medesima causa e cioè da una mancanza di educazione visiva, che può essere superata con una buona dose di “allenamento” e una certa disciplina.

 

Si... è vero... tendiamo a ripetere le stesse cose più e più volte e rischiamo che ci troviate noiosi, ma riteniamo che questo sia uno dei punti cardine per diventare un bravo professionista. Osservare e analizzare grandi quantità di belle immagini, oltre ad essere un allenamento decisamente piacevole, incrementerà le vostre capacità sia in fase di scatto che in postproduzione... e non dimenticate mai di continuare a sperimentare e provare.

 

Ultima piccola nota. Ricordatevi che un fotoritocco di qualità richiede attrezzatura di qualità. Effettuare la post produzione di un'immagine su un monitor mediocre, rischia di compromettere completamente il vostro lavoro. Utilizzate quindi un monitor adeguato (vedi l'articolo precedentemente scritto sul tema) e ricordatevi di calibrarlo regolarmente.

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Chiara Camera

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