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Come scegliere il monitor migliore per la post produzione?

Quando si parla di fotoritocco professionale, prima di addentrarsi nel complesso mondo del software, bisognerebbe soffermarsi un attimo sulla parte hardware, e spendere qualche parola sugli elementi che devono essere presenti in una perfetta postazione di lavoro.

Il primo tra gli elementi che necessita una valutazione specifica e ben calibrata (cosa che non sempre succede) è il monitor per la cui scelta vanno prese in considerazione una serie di caratteristiche.

I monitor infatti, esattamente come tutti i componenti hardware, non sono tutti uguali e, le diverse caratteristiche tecniche ne stabiliscono la qualità e la tipologia.

 

TIPOLOGIA DI PANNELLO

Potrebbe esservi capitato di imbattervi, leggendo le specifiche tecniche di un monitor, in una serie di acronimi e sigle che non sempre sono di facile interpretazione indicanti spesso la tipologia di pannello:  esistono 3 principali tipi di tecnologie panel: TN, VA e IPS

 

Pannello TN (Twisted Nematic). Rappresenta la tecnologia più obsoleta, è abbastanza economica ed è molto indicata per chi utilizza il computer per motivi di gioco d'azione. I monitor che possiedono tale tecnologia, hanno tempi di risposta molto rapidi (il tempo impiegato da un pixel a cambiare colore), ma hanno il difetto di soffrire di un angolo di visione stretto che, in parole povere, significa  che i bordi dello schermo hanno una brillantezza e colore diversi rispetto a tutto il display. Questo effetto si può notare maggiormente nei monitor di grosse dimensioni.

Pannello VA (Vertical Alignment). Si tratta di una sorta di evoluzione dei modelli sopracitati, nata per sopperire ad inconvenienti tipici dei pannelli TN e che presentano un notevole controllo statico e una tecnologia molto versatile e ottima per la realizzazione di monitor curvi (sempre più diffusi sul mercato).

PANNELLO IPS (In-Panel Switching). E' la tecnologia più recente: i monitor che la supportano hanno angoli di visione molto ampi e un'ottima rappresentazione del colore e da tutti vengono considerati una spanna superiore agli altri per quanto riguarda l'approccio pro per il fotoritocco. La tecnica di disposizione dei cristalli, influisce negativamente sulla velocità di risposta (refresh rate) motivo per cui non vengono consigliati particolarmente per il gaming.

DIMENSIONE E RISOLUZIONE

Partiamo dal presupposto che più grande non significa necessariamente migliore. Una delle considerazioni più importanti per la scelta della dimensione, è, banalmente, lo spazio a disposizione per la workstation. Quindi il  primo passo è misurare l'ingombro sulla scrivania, insieme alla distanza che si dovrà raggiungere dallo schermo stesso per avere una visione corretta.

Sicuramente un monitor più grande permette di distribuire comodamente le varie finestre di lavoro, ma all'aumento progressivo della risoluzione il rischio è quello di ritrovarsi con le icone degli strumenti molto piccole. In linea di massima le dimensioni ideali per lavorare con sufficiente comodità sono 23/24 e 27 pollici che permettono sia un'ottima distribuzione dell'area di lavoro delle finestre sia una dimensione fisica adatta anche ad ambiti di lavoro non esattamente ampi.

Per quanto riguarda la risoluzione, come accennato poco sopra, più è alta la risoluzione (quindi maggiore sarà la densità dei pixel) e minore sarà la dimensione delle finestre e delle icone di lavoro.

Una risoluzione che raggiunge un buon compromesso è quella del Full HD (1920x1080) che permette una corretta lettura delle scritte senza dover sottoporre gli occhi ad uno sforzo eccessivo.

 

LUMINOSITA E CONTRASTO

Altro elemento da tenere presente nell'acquisto di un monitor, è la possibilità di gestire i parametri di luminosità, contrasto e resa cromatica del pannello.

L'unità di misura per valutare la luminosità è candela per metro quadrato (cd/mq, detta che NIT),  e si attesta tra 200 e 350 cd/mq per la maggior parte dei monitor, e dovrebbe essere regolata in base all'illuminazione ambientale in modo da non creare fastidio agli occhi.

La visibilità e la qualità dell'immagine sono legate anche al rapporto di contrasto, che confronta la differenza d'intensità tra il bianco più chiaro il nero più scuro che lo schermo può produrre. La regola è semplice: più alto è il rapporto di contrasto e meglio è, perché le immagini saranno più precise e brillanti.

 

ANGOLO DI VISUALE

Altro parametro di valutazione è l'angolo di visualizzazione che indica l'angolo massimo tra la linea di vista e la perpendicolare allo schermo, oltre il quale la luminosità o la cromaticità dell'immagine risultano alterati: più angolato è l'angolo di visione e più diminuisce il contrasto.

Con un angolo ottimale, la luminosità e la cromaticità sono uniformi e la percezione di divergenze è ridotta, anche da un angolo di visione estremo. Per quanto i valori dichiarati nelle specifiche tecniche non sono davvero esaustivi, si può comunque affermare da numerosi test effettuati con monitor di diversi produttori, che i pannelli IPS offrono la migliore visuale possibile da posizioni angolate, seguiti dai pannelli muniti della tecnologia VA.

I monitor che dispongono di tali pannelli, non sono solo dotati di un'accuratezza di colore superiore, ma anche di angoli di visuale molto elevati, senza perdita di nitidezza delle ombre, nemmeno guardando il tutto con un angolo elevato, sia in verticale che in orizzontale.

SPAZIO COLORE E CALIBRAZIONE

Quando si tratta di precisione del colore, più ampio è il gamut, meglio è. Quasi tutti i display moderni supportano lo spazio lavoro sRGB, in grado di rappresentare circa 2,5 milioni di colori. Detto questo, i monitor migliori dovrebbero essere in grado di supportare lo spazio Adobe RGB e avere una gamma di colori più ampia in grado di rappresentare soprattutto i valori saturi di blu e verde.

Un altro elemento importantissimo è valutare che il monitor, supporti la calibrazione hardware grazie alla quale, elementi fondamentali come la temperatura colore, bilanciamento di bianco e nero, e densità luminosa, verranno configurati automaticamente. Poichè l'argomento richiede un certo approfondimento, ne parleremo in maniera più esaustiva in un prossimo articolo, ma vogliamo sottolineare l'importanza di valutare, nel budget complessivo, anche uno strumento di calibrazione, che permetterà di mantenere la qualità del nostro lavoro costante nel tempo.

 

TIPO DI SCHERMO: LUCIDO O OPACO.

Un’altra delle caratteristiche principali da valutare nella scelta di un monitor, riguarda il tipo di superficie. Infatti, per evitare qualsiasi riflesso, la superficie di un monitor dedicato alla fotografia dovrà essere preferibilmente opaca.

Il monitor LUCIDO tende a riflettere maggiormente le fonti di luce inserite nell'ambiente circostante, e restituisce tendenzialmente colori più intensi e contrastati ed è pensata per un uso del computer dedicato all’intrattenimento.

In fotografia di prassi la scelta ideale è il monitor OPACO in quanto permette di replicare molto più fedelmente i colori ed i contrasti tipici delle immagini quando vengono stampate.

 

Questi sono più o meno i parametri essenziali per la scelta di un monitor e, come in tutte le scelte da effettuare, teniamo a sottolineare che non esiste l'oggetto migliore in assoluto, ma quello migliore per le personali necessità e budget a disposizione.

 

Chiara Camera

 

In pratica ecco cosa consigliamo (tutti questi monitor supportano lo spazio colore Adobe RGB):

 

   

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