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Photoshop 27.6: la Depth Mask ora funziona su qualsiasi foto

Risposta breve per chi vuole capire subito

Con Camera Raw 18.3, integrato nel workflow di Photoshop, la Depth Range Mask può essere applicata a qualsiasi foto per selezionare aree dell’immagine in base alla profondità, cioè alla distanza apparente dalla fotocamera. Prima questa funzione era utile solo con file che contenevano informazioni di profondità. Ora Adobe dichiara che può essere usata su qualsiasi immagine, aprendo un uso molto più pratico per fotografi, ritoccatori e creativi che lavorano con RAW e JPEG tradizionali.  

Detta in modo semplice: non selezioni più soltanto un colore, una luminosità o un soggetto. Puoi iniziare a selezionare un piano dello spazio. Primo piano, piano intermedio, sfondo. Ed è qui che la cosa diventa interessante.

Perché questa novità è più importante di quanto sembri

Ci sono aggiornamenti software che fanno rumore perché hanno un nome spettacolare e l'effetto wow integrato. E poi ci sono aggiornamenti più silenziosi, quasi nascosti tra le note di rilascio, che però cambiano davvero il modo in cui possiamo lavorare.

La nuova gestione della Depth Range Mask appartiene alla seconda categoria.

Adobe, nella pagina dedicata alle novità di Camera Raw, indica che nella versione 18.3 di aprile 2026 la Depth Range Mask permette di applicare una Range Mask a qualsiasi foto per selezionare regioni in base alla profondità. È una frase breve, ma dentro quella frase c’è un cambiamento enorme per il workflow fotografico.  

Fino a poco tempo fa, la Depth Range Mask era una funzione interessante più sulla carta che nella pratica quotidiana. Il motivo era semplice: nelle guide generali di Camera Raw, Lightroom e Lightroom Classic, Adobe descrive ancora la Depth Range come uno strumento attivo solo per immagini che contengono informazioni di profondità. In pratica, funzionava davvero solo con file già dotati di dati depth, come alcune immagini provenienti da smartphone o da flussi molto specifici.  

Per la maggior parte dei fotografi, questo significava una cosa molto concreta: se scattavi con una mirrorless, una reflex, un medio formato o una fotocamera tradizionale, quella funzione era quasi sempre irrilevante. C’era, ma era come una porta chiusa.

Ora quella porta si apre.

Che cos’è la Depth Range Mask in Photoshop e Camera Raw

La Depth Range Mask è una maschera che permette di selezionare parti dell’immagine in base alla loro distanza dalla fotocamera.

In una maschera tradizionale, il software può ragionare in modi diversi. Può selezionare un soggetto, un cielo, una persona, un colore o un intervallo di luminanza. Con la Depth Range Mask, invece, il criterio non è il colore e non è la luminosità. Il criterio è la profondità.

Se il Color Range ti permette di dire “seleziona questo beige della pelle” o “isola questo blu dello sfondo”, e il Luminance Range ti permette di dire “lavora solo sulle alte luci” o “intervieni solo sulle ombre”, la Depth Range Mask ti permette di dire “lavora su ciò che è più vicino” oppure “lavora su ciò che sta più lontano”.

È una differenza sottile solo in apparenza. In fotografia, soprattutto in ritratto, beauty e moda, la profondità non è un dettaglio tecnico. È una parte della costruzione visiva dell’immagine.

Un volto in primo piano, una spalla leggermente fuori fuoco, un fondale distante, un elemento scenografico dietro al soggetto, un abito che crea volume nello spazio. Tutte queste cose non sono semplicemente “zone della foto”. Sono piani visivi. E la Depth Mask serve proprio a intervenire su questi piani.

Perché prima era poco utile per la maggior parte dei fotografi

Prima, il problema non era l’idea della funzione. L’idea era ottima. Il problema era la compatibilità.

Adobe descriveva la Depth Range come uno strumento abilitato solo per foto contenenti informazioni di profondità. Questo significa che il file doveva già portarsi dentro una mappa depth. Senza quei dati, lo strumento non aveva molto da offrire.  

Per un fotografo professionista o amatoriale evoluto, questo era un limite enorme. La maggior parte delle immagini serie, quelle da set, da studio, da campagna, da editoriale o da portfolio, non nasce con dati di profondità incorporati. Nasce da file RAW, da JPEG, da fotocamere tradizionali.

Ecco perché la funzione, pur essendo presente, era inutile per una fetta enorme di fotografi. Non perché fosse concettualmente debole, ma perché non entrava nel flusso reale.

Il cambiamento di Camera Raw 18.3 è proprio qui: Adobe dichiara che ora la Range Mask per profondità si applica a qualsiasi foto.  

Non è una piccola correzione. È il passaggio da “funzione di nicchia” a “strumento potenzialmente quotidiano”.

Come funziona ora la Depth Mask su qualsiasi foto

Adobe non spiega in modo esteso, nella pagina ufficiale, il processo tecnico interno con cui Camera Raw rende possibile questa selezione su qualsiasi immagine. Non usa, almeno nella documentazione consultata, una frase del tipo “generiamo una mappa di profondità da zero con AI”.

Quello che sappiamo con certezza è questo: Adobe Camera Raw 18.3 introduce la possibilità di applicare la Depth Range Mask a qualsiasi foto per selezionare regioni in base alla profondità. Inoltre, nella documentazione sul masking, Adobe spiega che la Depth Range permette di regolare un intervallo di profondità e di visualizzare una mappa di profondità in bianco e nero, dove il bianco rappresenta il primo piano e il nero rappresenta lo sfondo.  

Tradotto in un linguaggio più pratico, Camera Raw prova a interpretare la scena in termini spaziali. Non guarda soltanto il pixel come colore o tono, ma cerca di capire quali parti dell’immagine appartengono a piani diversi.

Questo è il motivo per cui la funzione può diventare estremamente utile. Non sostituisce l’occhio del fotografo. Non sostituisce la capacità di mascherare bene. Non sostituisce il ritocco professionale. Però offre un punto di partenza molto più intelligente.

E in post-produzione, il punto di partenza conta tantissimo.

A cosa serve davvero la Depth Range Mask per un fotografo

La Depth Range Mask serve quando vuoi fare regolazioni locali basate sulla profondità della scena.

Immagina un ritratto ambientato. Il soggetto è nitido, presente, vicino. Lo sfondo è più lontano e magari leggermente confuso. Potresti voler abbassare un po’ la chiarezza dello sfondo, raffreddarlo leggermente, ridurne la saturazione o renderlo meno invadente. Prima avresti dovuto lavorare con Select Subject, sottrazioni, pennello, gradienti e pazienza monastica. Ora puoi partire dalla profondità.

In una fotografia beauty, la Depth Mask può essere utile quando hai più piani visivi: volto, mani, prodotto, fondale, elementi davanti alla lente, superfici riflettenti. Non è detto che risolva tutto da sola, ma può aiutarti a separare l’intervento sul piano del volto da quello sullo sfondo o sugli elementi secondari.

In una fotografia di moda, il vantaggio è ancora più evidente. Spesso il set è costruito per livelli. Modella, abito, fondale, scenografia, ombre, props, architettura. La lettura della profondità permette di intervenire sulla gerarchia visiva dell’immagine senza dover dipendere solo da colore e luminosità.

Il punto non è “fare prima perché sì”. Il punto è fare prima senza perdere controllo.

E questo, per chi lavora davvero sulle immagini, non è poco.

Depth Mask, Color Range e Luminance Range: qual è la differenza?

La differenza principale è il criterio di selezione.

La Color Range Mask seleziona aree in base al colore. È utile quando vuoi intervenire su un incarnato, su un fondale colorato, su un capo d’abbigliamento o su un elemento cromatico preciso.

La Luminance Range Mask seleziona aree in base alla luminosità. È utile quando vuoi lavorare solo sulle alte luci, sulle ombre o su un determinato intervallo tonale.

La Depth Range Mask seleziona aree in base alla distanza dalla fotocamera. È utile quando vuoi separare primo piano, piano intermedio e sfondo.

Questa distinzione è fondamentale, perché evita il classico errore da aggiornamento software: usare una funzione nuova anche quando non serve. La Depth Mask non sostituisce le altre maschere. Le affianca. E spesso il lavoro migliore nasce proprio dall’intersezione tra più logiche: soggetto, profondità, colore, luminanza.

Il software ti dà più strade. Il gusto sta nello scegliere quella giusta.

Un esempio pratico: ritratto con sfondo invadente

Immagina di avere un ritratto in esterna. Il volto funziona, la luce è buona, ma dietro al soggetto ci sono dettagli troppo presenti. Non vuoi sfocare tutto in modo finto. Vuoi semplicemente ridurre il disturbo visivo.

Con la Depth Range Mask puoi provare a selezionare il piano dello sfondo, controllare la mappa depth e poi intervenire con regolazioni locali leggere. Per esempio puoi abbassare leggermente texture, chiarezza o saturazione. Puoi scurire appena il fondo o raffreddarlo, se serve a far emergere meglio il soggetto.

La cosa importante è non trasformare la foto in un effetto speciale. Il buon ritocco non deve gridare “guardami”. Deve far funzionare meglio l’immagine.

La Depth Mask diventa utile proprio quando viene usata in questo modo: come strumento di controllo, non come giocattolo.

Un esempio pratico: fotografia beauty

Nel beauty, la profondità può sembrare meno importante perché spesso lavoriamo su inquadrature ravvicinate. In realtà è esattamente il contrario.

Un close-up beauty può avere molti piani: occhi, pelle, labbra, capelli, mani, prodotto, accessori, fondale. Anche pochi centimetri di distanza cambiano la percezione dell’immagine. Se una mano entra davanti al volto, se un prodotto è vicino alla lente, se i capelli creano un piano morbido laterale, la Depth Mask può aiutare a isolare meglio le zone su cui intervenire.

Non useresti questa funzione per fare il ritocco pelle principale. Per quello servono ancora metodo, mano, Dodge & Burn, controllo della texture e buon senso. Però potresti usarla per alleggerire il piano dello sfondo, separare meglio un elemento secondario o costruire una transizione più pulita tra soggetto e ambiente.

Nel beauty professionale, la differenza non la fa mai un singolo strumento. La differenza la fa il controllo delle micro decisioni.

Un esempio pratico: moda e set costruito

Nella fotografia di moda, la Depth Mask può diventare particolarmente interessante quando l’immagine ha una costruzione spaziale evidente.

Pensa a un set con modella in primo piano, elementi scenografici sul piano medio e fondale architettonico sullo sfondo. Se vuoi intervenire sul fondo senza rovinare i bordi dell’abito, o se vuoi ridurre l’impatto di elementi posteriori troppo rumorosi, la selezione per profondità può diventare una base utile.

Non è detto che sia perfetta. Anzi, su capelli, tessuti trasparenti, superfici lucide, frange, veli o bordi complessi, servirà comunque rifinire. Ma partire da una maschera che ragiona per piani è molto diverso dal partire da zero.

È come passare da una mappa piatta a una mappa con rilievo. Non ti porta da sola a destinazione, ma ti fa capire meglio il territorio.

Dove si trova il limite: non è una bacchetta magica

È importante dirlo chiaramente: la Depth Range Mask non rende automaticamente perfetto il lavoro di mascheratura.

Le mappe di profondità funzionano meglio quando la scena è leggibile. Se l’immagine ha un soggetto ben separato dallo sfondo, piani chiari e pochi elementi ambigui, il risultato sarà più utile. Se invece ci sono capelli sottili su fondo complesso, superfici riflettenti, materiali trasparenti, fumo, tessuti sovrapposti o oggetti con profondità difficile da interpretare, servirà più attenzione.

E questo non è un difetto scandaloso. È normale.

Le maschere automatiche sono una base. Il ritocco professionale inizia quando smettiamo di accettare la base come se fosse il risultato finale.

Funziona in Lightroom Classic o Lightroom mobile?

Qui bisogna essere precisi.

La novità “applicabile a qualsiasi foto” è documentata nella pagina delle novità di Adobe Camera Raw 18.3. Nelle guide consultate di Lightroom e Lightroom Classic, invece, la Depth Range continua a essere descritta come disponibile solo per foto che contengono informazioni di profondità.  

Quindi, per prudenza editoriale, possiamo dire che la Depth Range Mask su qualsiasi foto va considerata, oggi, una novità documentata solo in Camera Raw e quindi nel workflow Photoshop. Non sembra essere presente, al momento, in Lightroom Classic o su mobile.

Lo so, sarebbe più comodo dire “funziona ovunque”. Ma sarebbe anche il modo più rapido per scrivere un articolo impreciso. E noi non siamo qui a fare coriandoli digitali.

Le altre novità di Photoshop 27.6: Distraction Removal e Firefly Image 5

Nello stesso periodo, Photoshop 27.6 introduce anche altre novità importanti. La pagina ufficiale di Adobe per Photoshop desktop indica, nella release 27.6 di aprile 2026, il sistema per trovare e rimuovere distrazioni tramite Remove Tool e Find Distractions, con possibilità di rivedere e rifinire prima di applicare il risultato.  

La documentazione specifica sul comando General Distractions spiega che Photoshop evidenzia le distrazioni rilevate con una sovrapposizione color-coded e permette di attivare o disattivare singole categorie di distrazioni generiche oppure tutte le categorie insieme.  

Questo è molto interessante per chi lavora su location, campagne, ritratto ambientato o contenuti editoriali. Cavi, elementi urbani, dettagli di disturbo, oggetti secondari, elementi che rubano attenzione. Tutto quello che in fase di scatto non sempre puoi controllare diventa più facile da individuare e rimuovere.

Sempre in Photoshop 27.6, Adobe segnala anche l’integrazione di Firefly Image 5 in Generative Fill, con prompt in linguaggio naturale per ottenere risultati più precisi e realistici. La pagina dedicata alla selezione dei modelli AI conferma che nel model selector sono presenti modelli Adobe come Firefly Image 5, Firefly Fill & Expand e Firefly Image 1, insieme a modelli partner come Gemini e FLUX.  

Il punto, però, è non confondere tutto in un minestrone AI. La Depth Mask serve per selezionare meglio. Distraction Removal serve per ripulire. Firefly Image 5 serve per generare o modificare contenuto. Sono tre logiche diverse, anche se vivono nello stesso ecosistema.

Perché questa funzione conta per il futuro della post-produzione

La cosa più interessante della Depth Mask su qualsiasi foto non è solo la comodità. È il cambio di paradigma.

Per anni abbiamo pensato la post-produzione selettiva come un lavoro basato su aree visibili: colore, luminosità, bordi, soggetto. Ora il software inizia a ragionare sempre di più sulla struttura della scena. Non solo “che cosa c’è nella foto”, ma anche “dove si trova nello spazio”.

Per un fotografo, questa è una differenza enorme.

La fotografia non è mai soltanto una superficie. È sempre una relazione tra piani, distanze, luce, volume e attenzione. Se la post-produzione comincia a leggere meglio questi rapporti, il controllo sull’immagine diventa più raffinato.

Naturalmente questo non significa che il fotografo debba spegnere il cervello. Anzi, vale il contrario. Più gli strumenti diventano intelligenti, più serve gusto ed educazione visiva. Più il software propone scorciatoie, più diventa importante sapere quando usarle e quando no.

La tecnica automatica senza visione produce immagini corrette ma anonime. Il controllo tecnico guidato da una visione, invece, produce immagini più forti.

Come usare bene la Depth Mask senza rovinare l’immagine

Il consiglio migliore è partire con interventi leggeri.

La Depth Mask non dovrebbe essere usata per creare separazioni violente tra soggetto e sfondo. Se lo sfondo viene abbassato troppo, sfocato troppo o desaturato in modo aggressivo, l’immagine rischia di sembrare artificiale. Il trucco è usare la maschera come una regolazione di direzione dello sguardo.

Puoi ridurre leggermente la chiarezza dello sfondo, raffreddare un piano lontano, aumentare un minimo la presenza del soggetto o ammorbidire elementi secondari. Piccoli interventi, se fatti bene, valgono più di un effetto enorme fatto male.

La Depth Mask è utile soprattutto quando lavora in modo invisibile.

Ed è esattamente qui che entra la differenza tra usare Photoshop e capire Photoshop.

FAQ

Che cos’è la Depth Mask in Photoshop 27.6?

La Depth Mask, più precisamente Depth Range Mask in Camera Raw, è una maschera che seleziona aree dell’immagine in base alla profondità, cioè alla distanza apparente dalla fotocamera. Con Camera Raw 18.3 Adobe dichiara che questa funzione può essere applicata a qualsiasi foto.  

La Depth Range Mask funziona su qualsiasi foto?

Secondo la pagina “What’s new” di Adobe Camera Raw 18.3, sì: Adobe scrive che la Depth Range Mask può essere applicata a qualsiasi foto per selezionare regioni in base alla profondità. La documentazione generale sul masking, però, è ancora parzialmente disallineata e continua a descrivere il Depth Range come funzione legata a immagini con informazioni di profondità.  

La Depth Mask funziona anche su RAW e JPEG?

Adobe parla di “qualsiasi foto” nella pagina delle novità di Camera Raw 18.3. Per questo la lettura più utile per i fotografi è che la funzione non sia più limitata ai soli file con dati depth nativi. Detto questo, Adobe non dettaglia nella pagina consultata tutti i formati caso per caso, quindi è corretto presentarla come funzione di Camera Raw applicabile a qualsiasi foto, senza inventare specifiche ulteriori.  

Dove trovo la Depth Range Mask?

La Depth Range Mask si trova nel pannello Masking di Camera Raw, tra le Range Masks. Da lì puoi regolare il Select Depth oppure selezionare un’area dell’immagine e visualizzare la Depth Map in bianco e nero per controllare la distribuzione della profondità.  

La Depth Mask è disponibile in Lightroom Classic?

Nelle guide consultate di Lightroom Classic e Lightroom, Adobe continua a indicare la Depth Range come funzione abilitata solo per foto che contengono informazioni di profondità. La novità “any photo” è documentata nella pagina di Camera Raw 18.3, quindi oggi è più prudente considerarla una funzione del workflow Camera Raw dentro Photoshop.  

A cosa serve la Depth Mask nella fotografia beauty?

Nella fotografia beauty può aiutare a separare piani diversi dell’immagine, per esempio volto, mani, prodotto, capelli e sfondo. Non sostituisce il ritocco pelle, ma può aiutare a controllare meglio regolazioni locali, sfondi e gerarchia visiva.

A cosa serve la Depth Mask nella fotografia di moda?

Nella fotografia di moda è utile quando il set ha più piani: modella, abito, fondale, props, scenografia. Può aiutare a intervenire su sfondo o piano intermedio senza dover costruire ogni maschera da zero.

Distraction Removal e Firefly Image 5 fanno parte dello stesso aggiornamento?

Photoshop 27.6 include anche il sistema Find Distractions con Remove Tool e l’integrazione di Firefly Image 5 in Generative Fill. Sono novità diverse dalla Depth Range Mask, ma appartengono allo stesso periodo di aggiornamenti dell’ecosistema Photoshop e Camera Raw.  

 

Takeaway finale

La novità vera non è semplicemente “Photoshop ha una nuova maschera”. La novità è che la Depth Range Mask smette di essere una funzione marginale e diventa uno strumento realmente interessante per il workflow fotografico, perché Camera Raw 18.3 la dichiara applicabile a qualsiasi foto.

Per chi lavora con ritratto, beauty, moda, still life o immagini costruite su più piani, questo significa poter ragionare in modo più preciso sulla profondità della scena. Non solo colore. Non solo luminosità. Non solo soggetto. Ma spazio.

E quando impari a controllare lo spazio dentro una fotografia, controlli anche il modo in cui lo sguardo dello spettatore attraversa l’immagine.

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