The Odyssey di Christopher Nolan, uscito nelle sale americane il 17 luglio 2026 (in Italia dal 16 luglio), è il primo film della storia girato interamente con cineprese IMAX su pellicola 70mm. Significa che l'intero film, non solo le scene più spettacolari, è stato catturato con il formato fotografico più grande e definito mai usato al cinema. Solo 41 sale al mondo possono proiettarlo nel formato integrale, e nessuna si trova in Italia.
Se ti stai chiedendo cosa significhi davvero "girato in IMAX 70mm", perché sia una notizia enorme per chi lavora con le immagini, dove vederlo davvero e perché mezzo internet stia guardando (criticando e prendendo in giro) questo film epico sugli schermi più ridicoli possibili, qui trovi tutto spiegato passo per passo, senza dare per scontato nulla.
Cos'è la pellicola IMAX 70mm e perché è diversa da un film normale? La pellicola IMAX 70mm è larga il doppio di una pellicola cinematografica da 35mm, lo standard usato dal cinema per oltre un secolo. Più la pellicola è grande, più luce e dettaglio riesce a catturare in ogni fotogramma, esattamente come un sensore full frame raccoglie più informazione di un sensore di uno smartphone.
C'è un dettaglio tecnico che la rende ancora più speciale: mentre un fotogramma da 35mm ha 4 perforazioni (i piccoli fori laterali che fanno avanzare la pellicola nel proiettore) e scorre verticalmente, il fotogramma IMAX 70mm ne ha 15 e scorre orizzontalmente. Il risultato è un'immagine che le stime di settore indicano come quasi 10 volte più definita di quella su 35mm standard, proiettata in un rapporto d'aspetto di 1.43:1, tra i più vicini a un quadrato di tutto il cinema moderno. È il motivo per cui, seduti in una sala IMAX 70mm vera, lo schermo sembra avvolgerti invece di essere semplicemente più grande.

Perché Nolan non aveva mai potuto girare un intero film in IMAX prima d'ora? Perché le cineprese IMAX erano storicamente troppo rumorose per registrare dialoghi in presa diretta in primo piano. Nolan è noto per rifiutare il doppiaggio in post produzione (il cosiddetto ADR): vuole la voce reale dell'attore, catturata sul set, nello stesso momento in cui recita. Con una cinepresa che arrivava a un rumore meccanico stimato tra gli 80 e i 100 decibel, questo era semplicemente impossibile nei primi piani, anche se Nolan aveva già girato parti di altri suoi film (Il Cavaliere Oscuro, Interstellar, Dunkirk, Oppenheimer) con cineprese IMAX.
Dopo Oppenheimer, IMAX ha sviluppato una nuova cinepresa più silenziosa, chiamata The Keighley (dal nome di David Keighley, storico responsabile qualità IMAX, e della moglie Patricia Keighley), e un involucro insonorizzante chiamato blimp, che finalmente ha reso possibile registrare dialoghi puliti anche a distanza ravvicinata. Il direttore della fotografia Hoyte van Hoytema ha testato il sistema filmando un bambino che leggeva il testo di Sound and Vision di David Bowie in primissimo piano, per dimostrare che il parlato si sentiva davvero bene.
Come si risolve il problema di una telecamera troppo grande per stare tra due attori? Con specchi. La cinepresa IMAX chiusa nel blimp è un oggetto enorme: l'housing da solo pesa tra i 110 e i 136 chili circa, ma lo stesso Nolan ha descritto il sistema completo come "circa 400 libbre", cioè 181 chili. In ogni caso, troppo ingombrante per essere posizionata normalmente tra due attori che si guardano negli occhi durante un dialogo. Nolan e van Hoytema hanno risolto il problema con un sistema di specchi che permetteva agli attori di vedersi a vicenda intorno alla mole della cinepresa, mantenendo comunque l'inquadratura corretta.


È lo stesso tipo di problema pratico che ogni fotografo beauty o ritrattista conosce bene quando lavora con un'attrezzatura ingombrante vicino al soggetto e sta scattado un close-up spinto: più lo strumento è grande, più serve inventare soluzioni per non rovinare la naturalezza dello sguardo e invadere eccessivamente lo spezio del soggetto.
Che obiettivi sono stati usati per girare The Odyssey? Obiettivi anamorfici realizzati apposta per l'occasione. Panavision, insieme a van Hoytema, ha sviluppato ottiche large format basate sulla serie Primo 65, modificate per coprire il cerchio d'immagine enorme richiesto dalla pellicola fotochimica IMAX a 15 perforazioni/65mm, un traguardo tecnico che fino a poco tempo fa si riteneva estremamente difficile da realizzare senza deformazioni o perdita di nitidezza ai bordi.
Per chi studia ottica fotografica, è l'equivalente di dover progettare un obiettivo capace di coprire un sensore molto più grande del medio formato, mantenendo la stessa resa ai bordi del fotogramma che si ha al centro. Una sfida enorme.
Sarebbe la prima volta che ottiche anamorfiche vengono usate su pellicola IMAX 70mm, finora sempre girata con ottiche sferiche, come i Panavision Sphero 65 usati su Oppenheimer. Alcune fonti li descrivono come sviluppati a partire da elementi della serie Primo 65, ma il dato non è confermato da fonte primaria
Quanto è davvero più definita un'immagine IMAX 70mm rispetto a quella di uno smartphone? Secondo una dichiarazione IMAX riportata da Y.M. Cinema Magazine, ogni fotogramma di The Odyssey contiene tra i 14.000 e i 16.000 pixel di risoluzione per canale colore, un dato specifico di questo film che al momento non ha una seconda fonte indipendente a confermarlo con le stesse parole.
Su un piano più generale, invece, si stima che l'IMAX 70mm restituisca una definizione equivalente a circa 18.000 pixel contro i 1.920 pixel di larghezza di uno schermo HD di casa: sono due modi diversi di misurare la stessa cosa, il livello di dettaglio catturato, non lo stesso numero, ma raccontano entrambi la stessa distanza enorme tra questo formato e qualunque cinepresa digitale in commercio.
Quanto pesa la pellicola del film e come si proietta fisicamente? Il rullo di pellicola di The Odyssey nel formato IMAX 70mm è lungo oltre 16 chilometri (10 miglia) e pesa circa 225 chili (500 libbre). Non è un file che si scarica: è un oggetto fisico enorme, gestito da un tecnico di proiezione dedicato, non che lo sposti da solo s'intenda, (per questo film, Dan Drobik), che deve essere caricato, allineato e sincronizzato manualmente nel proiettore. Delle 41 copie distribuite nel formato integrale nel mondo, 25 sono negli Stati Uniti, 9 in Canada, 3 nel Regno Unito, e una ciascuna in Australia, Belgio, Repubblica Ceca e Francia. Ognuna è un pezzo unico da maneggiare con estrema cura.
Come si confrontano tutti i formati in cui si può vedere The Odyssey?
| Formato | Rapporto d'aspetto | Cosa lo caratterizza | Disponibilità |
|---|---|---|---|
| IMAX 70mm | 1.43:1 | Il formato voluto da Nolan, immagine di gran lunga più definita del 35mm, schermo che riempie il campo visivo | 41 sale nel mondo, nessuna in Italia |
| 70mm non IMAX | 2.20:1 | Pellicola grande ma proiettata su schermi tradizionali, 5 perforazioni verticali, non nelle sale IMAX più grandi | Rarissima, 5 cinema in tutta Italia |
| 35mm | 1.37:1 (Academy ratio) | Il formato cinema classico, usato da oltre un secolo | Ampia disponibilità |
| Dolby Cinema | 2.39:1 o 1.85:1 | Proiezione laser doppia, contrasto altissimo (1.000.000:1), immagine più luminosa nelle alte luci e neri più profondi | Diverse centinaia di sale nel mondo |
| Digitale standard / IMAX Laser | 1.85:1 o 2.39:1 (o formato quadrato IMAX digitale) | Schermo grande ma proiezione digitale, non su pellicola | Ampia disponibilità, incluse tutte le sale IMAX italiane |
Se hai la possibilità di scegliere, la differenza più grande la fa il rapporto d'aspetto 1.43:1 dell'IMAX 70mm: è l'unico che riproduce l'inquadratura esattamente come l'ha vista Nolan in fase di ripresa, senza tagli laterali o in altezza.
Dove si può vedere Odissea in Italia? In nessuna sala italiana nel formato integrale che Nolan ha scelto. In Italia non esiste un solo cinema che unisca schermo IMAX e proiezione su pellicola 70mm: sono due cose separate, e nessuna sala le ha entrambe.
Le opzioni reali per uno spettatore italiano sono due, ed entrambe sono un compromesso:
IMAX digitale (IMAX Laser). Il paese ha 8 sale IMAX, tutte a proiezione digitale, non su pellicola: tre in Lombardia (Orio al Serio, Pioltello, Sesto San Giovanni), una a Roma, una a Verona, una a Campi Bisenzio (FI), una a Genova (attiva solo da ottobre 2025), una ad Afragola. Schermo enorme, ma non la vera pellicola scelta da Nolan.
70mm su pellicola vera, ma senza IMAX. Solo 5 cinema in tutta Italia proiettano ancora pellicola 70mm: l'Arcadia di Melzo (Milano), il Quattro Fontane di Roma, il Metropolitan di Napoli, il Lumière di Bologna e il Cinergia di Conegliano (Treviso). Qui la grana e la definizione della pellicola sono quelle vere, ma lo schermo non è IMAX, e per come funziona lo standard 70mm non IMAX (rapporto 2.20:1 contro l'1.43:1 integrale), è ragionevole aspettarsi che l'immagine risulti tagliata sopra e sotto rispetto a quella pensata da Nolan.
Tutto il resto del paese vede il film in DCP digitale standard, il formato con cui gira la stragrande maggioranza delle sale.
Perché la situazione in Italia è così drammatica? Perché, semplicemente, per vedere Odissea esattamente come Nolan l'ha girata bisognerebbe uscire dal paese.
Il BFI IMAX di Londra, tra l'altro, ha già battuto con Odissea il record di incasso del weekend di apertura che apparteneva a Star Wars: Gli Ultimi Jedi, superando anche Oppenheimer.
Il paradosso è che l'Italia non manca di infrastrutture cinema di alto livello: ha sale IMAX, ha sale 70mm, ha perfino il Lumière di Bologna che è un punto di riferimento per la pellicola in Europa. Semplicemente, nessuno di questi impianti ha mai avuto motivo di installare insieme le due tecnologie più costose e meno richieste dal mercato italiano, e ora che servirebbero entrambe insieme non ci sono.
Questo ha scatenato comunque una piccola febbre da appassionati, con numeri veri: solo ad Afragola, la programmazione IMAX digitale ha superato i 2.500 biglietti venduti nelle prime 24 ore, mentre al Metropolitan di Napoli, l'unica sala 70mm del Sud Italia, sono stati staccati oltre 3.000 biglietti nei primi giorni di programmazione. Nel complesso, il weekend d'apertura italiano ha portato al cinema 1,17 milioni di spettatori. Diversi giornali locali si sono chiesti se valga la pena fare un'ora di strada per raggiungere l'unico cinema 70mm della propria zona, come ha fatto il Giornale di Brescia a proposito dell'Arcadia di Melzo. È la stessa ironia che alimenta il trend "As Nolan Intended" di cui parliamo nel prossimo paragrafo, solo che per il pubblico italiano non è un gioco fatto apposta per ridere: è semplicemente l'unica opzione disponibile, anche per chi sarebbe disposto a pagare il biglietto più caro pur di vedere il film come è stato pensato.
Cos'è il trend "As Nolan Intended" che sta invadendo TikTok? È la risposta ironica di internet all'ossessione di Nolan per i grandi formati. Migliaia di persone stanno pubblicando video in cui guardano The Odyssey nel modo tecnicamente peggiore possibile: su un Nintendo DS, un Tamagotchi, un Game Boy, l'obliteratrice di un autobus, un orologio smart, il display di una lavatrice, lo schermo di un sedile d'aereo, persino sulla pancia di un pupazzo dei Teletubbies o sullo schermo di un test di gravidanza. Ogni video gioca sulla stessa ironia: una versione della didascalia "guardando il film come Nolan intendeva", nata anni fa, che funziona proprio perché è l'esatto contrario di quello che Nolan intende davvero.





Non è un trend nato dal nulla con questo film: la prima versione documentata risale al 29 dicembre 2017, quando l'utente Twitter @CraigLin pubblicò una scena di Dunkirk riprodotta su un Game Boy originale. Il gioco è proseguito negli anni con Tenet visto su un vecchio iPod e su Apple Watch, fino a esplodere ora, in occasione del film che porta all'estremo opposto la stessa filosofia: se Nolan ha passato anni a convincere le sale a installare proiettori IMAX 70mm da centinaia di chili, il pubblico si diverte a fare l'esatto contrario, in scala millimetrica.
È un promemoria simpatico, oltre che una battuta: la tecnologia più sofisticata del mondo non basta se poi il contenuto non regge da solo, nemmeno sullo schermo di uno smartwatch.
Cosa porta a casa un fotografo da questa storia Il motivo per cui The Odyssey è interessante anche per chi fa fotografia e non cinema è che ogni scelta tecnica raccontata qui, formato, ottica, risoluzione, gestione della luce e degli ingombri sul set, è la stessa identica logica con cui si ragiona dietro un banco ottico o davanti a un soggetto in un beauty. Capire perché un formato più grande cattura più dettaglio, o perché un obiettivo va progettato su misura per coprire un certo cerchio d'immagine, non è curiosità da cinefilo. È lo stesso ragionamento che serve per scegliere l'obiettivo giusto per un ritratto o per costruire lo schema luce adatto in studio per un editoriale moda o un ritratto beauty.
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