Per correggere una dominante indesiderata sull'incarnato in fotografia beauty si usa il colore complementare, cioè quello opposto sulla ruota cromatica: al magenta si oppone il verde, al blu si oppone il giallo, al ciano si oppone il rosso. Le orecchie che virano al magenta si schiariscono con un tocco di verde. Un'ombra di barba che vira al ciano-verdastro si corregge con un tocco di rosso-magenta sulla base di quale dei due colori è più predominante. È teoria del del colore, non gusto personale.
Perché la correzione del colore usa sempre il complementare?
Perché i complementari si neutralizzano a vicenda. Sulla ruota cromatica due colori opposti, mescolati in parti uguali, non generano un terzo colore: generano grigio, un neutro. È il principio fisico dietro ogni correzione colore, in Photoshop come in un software di grading. Se una zona della pelle ha una dominante rossa, non la copri con un altro colore: la neutralizzi aggiungendo il suo opposto esatto, il ciano. Rosso e ciano si elidono a vicenda, cosi come le coppie verde/magenta e blu/giallo.



Questo principio vale su qualunque fototipo, perché non è una proprietà della pelle, è una proprietà della ruota cromatica. Detto questo, c'è un motivo per cui la pelle in particolare tradisce subito ogni dominante: in tutti i fototipi l'incarnato resta ancorato alla stessa famiglia di tonalità, rosso, arancione, giallo. Anche una pelle molto chiara o diafana non esce da questa famiglia: cambia quanto quella tonalità è satura e quanto è luminosa, non l'angolo di colore. Per questo un sottotono descritto come "freddo" in un incarnato chiaro non è mai un vero spostamento verso il blu o il verde, è solo più rosso rosato che giallo dorato, un freddo relativo dentro la stessa famiglia calda. Qualunque colore che esca davvero da quella famiglia, come una dominante magenta, verde o blu, si legge all'istante come un errore, e la correzione è sempre la stessa: aggiungere il suo complementare esatto, non un altro colore a caso.
Il modello si basa su tre assi opposti, gli stessi che trovi nella curve in Photoshop e in qualunque software di color correction: rosso contro ciano, verde contro magenta, blu contro giallo. Se una dominante indesiderata compare su uno di questi colori, la correzione non riduce quel colore, aggiunge il suo opposto.

Sul viso il magenta si può manifestare nelle orecchie, narici, punta del naso, magari quando la modella ha freddo. Sulle zone con vasi superficiali, ad esempio nell'interno occhio nella congiuntura con il naso, molto spesso si scorge un blu grigiastro. Sulle aree della barba di possono spesso notare dominandi cianotico-verdognole. Questi sono solo alcuni esempi.
I tre assi non sono intercambiabili. Aggiungere magenta a una dominante blu non la corregge, la sposta soltanto su un altro problema. Bisogna prima riconoscere su quale asse sta la dominante, poi correggere su quello stesso asse.
È uno dei casi più frequenti in un beauty. La correzione è un tocco di verde, non generico su tutta la pelle ma localizzato su quella zona, con una maschera o una selezione mirata. Il rischio dell'errore opposto è reale: se esageri con il verde, non otterrai un incarnato fedele comunque. Il verde qui è un correttivo, non una tinta da applicare a piena forza.
Ecco il procedimento passo per passo:

Crea una regolazione di livello curva e vai nel canale dei verdi.

Sposta verso l'alto la curva dei verdi, in modo da aggiungere verde. Non mi preoccupo della quantità di correzione in questa fase, perché la doseremo tra un attimo.

A questo punto avendo selezionato la maschera di livello, premi ctrl+il tasto i per invertire la maschera di livello, con questa scorciatoia da tastiera la maschera di livello diventerà nera. Facendo questo, potrai notare che la correzione non è più visibile, questo accade perché la maschera nera nasconde la correzione appena applicata mentre quella bianca la mostra.
Seleziona ora il pennello classico dalla punta rotonda e sfumata e con una opacità massima del 10% e usando il colore bianco, iniza a pennellare sull'area da correggere.

Pian piano, pennellando sulla zona problematica, rivelerai la correzione in modo graduale, fermati quando il colore magenta ti sembra neutralizzato e l'incarnato corretto ha assunto una colorazione uguale a quello circostante, quello è il punto perfetto in cui terminare la correzione.



Sopra puoi vedere da sinistra verso destra: la foto da correggere, la maschera di livello invertita con la pennellata correttiva in basso a destra (come puoi notare non è appliata al suo massimo, ma il giusto necessario per ottenere il colore di cui c'era bisogno in questo caso) e infine la fotografia corretta. Il lobo dell'orecchio è ora dello stesso colore della pelle circostante.
In tutti i casi, solo che in certe situazioni sono necessarie un'insieme di correzioni dai vari canali. Conoscere i colori primari e i colori secondari che vengono generati dall'intersecazione dei colori ti aiuterà sicuramente a capire come correggere la tua problematica.
Per capire questo dobbiamo osservare il processo di formazione dei colori tramite la luce, chiamato modello RGB che è la base del metodo additivo, quello usato in elettronica e nella grafica digitale. Si parte dal buio, uno schermo nero. Si aggiungono fasci di luce rossa, verde e blu (RGB appunto), in intensità diverse, misurate in percentuale o in valori da 0 a 255. Da questa somma nasce l'intera gamma di colore che l'occhio umano può percepire, dove R255, G255, B255 è il bianco e R0, G0, B0 è il nero. Quando i fasci di luce colorata sono tutti erogati in egual misura e si sovrapponfono, il loro incrocio produrrà una luce neutra.


Osserva lo schema qui sopra. Ogni colore primario ha il suo esatto opposto sulla ruota: il complementare del rosso è il ciano, quello del verde è il magenta, quello del blu è il giallo. C'è una logica precisa dietro queste coppie, ed è quella della somma. Mescola luce rossa e luce verde e ottieni il giallo. Non un giallo fisso: la tonalità esatta dipende dalla percentuale di rosso e di verde che usi. Più rosso, giallo più caldo. Più verde, giallo più acido. Lo stesso principio vale per le altre due coppie: blu più verde dà il ciano, blu più rosso dà il magenta.
Sono sempre gli stessi tre primari, combinati due alla volta, a generare i tre secondari. Ed è qui che si chiude il cerchio. Il ciano è l'opposto del rosso proprio perché nasce dagli altri due primari, verde e blu, quelli che il rosso non contiene. Lo stesso vale per il magenta rispetto al verde, e per il giallo rispetto al blu. Il complementare di un colore non è un'assegnazione arbitraria sulla ruota. È matematicamente tutto ciò che quel colore non è.
Sempre, ma non sono due fasi distinte quanto la stessa logica applicata in due momenti diversi. Il bilanciamento del bianco stabilisce l'incarnato neutro di partenza sull'intera immagine, e lo fa con lo stesso principio di neutralizzazione che governa ogni correzione con i complementari: la fotocamera riconosce una dominante nella scena e vi aggiunge il suo complementare esatto, in proporzione, per riportarla al neutro.
I preset di bilanciamento del bianco sono la versione automatica di questo principio. Quando imposti il simbolo della nuvola, stai dichiarando alla fotocamera che la luce ambiente è fredda, orientata verso il blu. La fotocamera risponde aggiungendo toni caldi, cioè la componente opposta sulla ruota, per neutralizzare quella dominante e restituire un bianco realmente bianco.
La correzione manuale segue la stessa regola. Cambia solo l'origine della dominante, che qui non è generica ma specifica della scena. Un soggetto all'ombra sotto gli alberi riceve luce filtrata dal fogliame, con una dominante verde. Un soggetto illuminato da un tubo al neon riceve una dominante altrettanto verde, di origine diversa ma stessa direzione sulla ruota cromatica. In entrambi i casi, impostare in fotocamera una correzione di due punti di magenta significa applicare lo stesso principio: il magenta è il complementare esatto del verde, e la fotocamera lo aggiunge per riportare la scena al neutro.
Il bilanciamento del bianco non è quindi un passaggio diverso dalla correzione con i complementari. Ne è la prima applicazione, quella che riguarda l'intera scena, prima che una dominante localizzata, come un orecchio o la barba, richieda un secondo intervento più mirato.
Sapere su quale asse correggere una dominante è tecnica. Costruire un'intera immagine beauty, dalla pelle pulita alla palette scelta con intenzione, coordinando luce, trucco e styling, armonia dei colori e color grading è un'altra competenza. Non si impara guardando un tutorial. Si impara su un set vero, con un team vero, vedendo cosa fa il colore quando cambia la luce.
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